Airc Le Arance
della
Salute®
Arance della Salute

Protagonisti

EMANUELE, Volontario

Adoro raccontare cosa fanno la Fondazione e i suoi scienziati e sottolineare i progressi quotidiani, affinché le persone possano capire come ogni piccolo sforzo possa fare davvero la differenza

Emanuele Brega nasce a Pavia, nel 1989. È un ragazzo sorridente, nonostante il cancro lo abbia privato di due grandi affetti. “Nel 2015 ho detto addio a un mio caro amico, che si è spento per un Linfoma di Hodgkin contro cui ha combattuto per ben sette anni. Sin dai primi tempi ho compreso l’importanza di avere le cure migliori. Così, ho voluto dare il mio contributo e mettermi in gioco per aiutare la ricerca”.

Emanuele, determinato a contribuire a questa importante missione, contatta AIRC e debutta allo storico banchetto dell’Istituto Maugeri di Pavia, di cui poi diventa responsabile. Purtroppo, non trascorre molto tempo prima che il giovane volontario ritorni a guardare in faccia il cancro: nel 2017 il padre si spegne per un adenocarcinoma. “Questa tragedia ha rafforzato il mio impegno contro il cancro, perché è diventato un modo per ricordare queste persone e tradurre l’affetto che mi legava a loro in qualcosa di concreto. Non mi sono più perso un appuntamento e poi ho proposto di organizzare le raccolte fondi anche a Lardirago, il paese in provincia di Pavia in cui vivo da sempre e dove non si erano mai tenuti eventi AIRC. Ho creato una nuova piazza che è sempre molto frequentata”. Tanto soddisfatto dei risultati ottenuti, quanto tenace nel mantenerli e certo di poterli anche superare. “Quando AIRC mi ha scelto mi sono sentito onorato, però so bene che questo per me è solo l’inizio”.


SARA, Ricercatrice

“Ho realizzato che studiare era la mia più grande passione e fare ricerca il modo migliore di concretizzarla e farla diventare il lavoro della mia vita”.

Sara Lovisa nasce e cresce in Friuli, in provincia di Pordenone. Il termine degli studi al liceo scientifico è per lei rivelatore: in quel momento comprende il suo intenso desiderio di studiare e di mettere a frutto le sue conoscenze in laboratorio. Si laurea in biotecnologie a Padova e ottiene poi il dottorato di ricerca all’Università di Udine. È soddisfatta dei risultati ottenuti, ma anche intraprendente e ambiziosa. Sara decide quindi di partire per un’esperienza internazionale. “Mi sono trasferita negli Stati Uniti per svolgere la formazione post-dottorato nel laboratorio del Prof. Raghu Kalluri presso l’MD Anderson Cancer Center di Houston (Texas), uno dei migliori centri statunitensi per la ricerca e cura del cancro”. Rimane là per ben 7 anni, terminati i quali rientra in Italia per realizzare, grazie ad AIRC, il desiderio che col tempo si faceva sempre più intenso: avviare un suo laboratorio di ricerca per studiare il cancro al colon. “Il focus principale del mio progetto di ricerca è comprendere il ruolo di un processo cellulare chiamato ‘transizione epitelio-mesenchimale’ in quel tipo di tumori che insorgono a seguito di malattie infiammatorie croniche quale è, per esempio, un sottotipo di tumore al colon che è associato a colite intestinale”.
Il supporto di AIRC, per Sara, è stato fondamentale. “Sono infinitamente grata ad AIRC per questa opportunità che mi permette di testare le mie idee in modo indipendente e di contribuire così ad accrescere la nostra conoscenza sui meccanismi molecolari del cancro”.

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ELISA, Testimone della ricerca

“Raccontare la propria esperienza per dimostrare che nulla può uccidere i tuoi sogni. Nemmeno un tumore”.

Elisa Ramundo nasce a Padova nel 1978. È una persona ambiziosa, determinata, molto attenta alla salute, non fuma e non beve alcol. Il cancro bussa alla sua porta in modo del tutto travolgente e inaspettato. “La diagnosi è arrivata quando avevo 29 anni, lavoravo per uno studio legale di Roma e stavo progettando di trasferirmi negli USA per frequentare un prestigioso master all’università di Chicago”.
Così, presa dall’entusiasmo della partenza, Elisa non dà troppo peso al dolore al ventre e al sangue nelle feci. Ben presto, però, non riesce più ignorare i segnali che il suo corpo le manda e la colonscopia evidenzia un tumore al colon. “Era il giugno del 2008: ho ricevuto la diagnosi con mia sorella e mentre lei si è messa a piangere, io ho chiesto subito le tempistiche perché a settembre mi aspettava l’America”. Tuttavia, Chicago non può che attendere; Elisa deve pensare alla sua salute.
“È stato un percorso faticoso. Si parla spesso del cancro al seno nelle donne, ma anche quello al colon non va sottovalutato e ha tante ripercussioni. Ho rischiato più volte di dover mettere la famosa stomia, il ‘sacchettino’ per l’espulsione delle feci”. Giorno dopo giorno, Elisa recupera le forze e, con la determinazione e la tenacia che non aveva mai abbandonate, decide di continuare il suo percorso che era stato così bruscamente interrotto. È nel settembre 2009 che si imbarca finalmente per il primo, ma forse anche il più significativo, volo Oltreoceano.

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