Airc Le Arance
della
Salute®
Arance della Salute

Lotta al fumo

GLI EFFETTI DEL FUMO SULLA SALUTE

PROTEGGERE I BAMBINI DAL FUMO “DI TERZA MANO”

Fumare una sigaretta in casa mentre i bambini non ci sono e poi arieggiare li tiene al riparo dal fumo passivo? No, perché facendo così li esponiamo al fumo “di terza mano”, che comporta gli stessi rischi del fumo passivo. Ma di cosa si tratta esattamente? Un luogo dove si fuma ha un odore inconfondibile, che impregna anche gli abiti del fumatore: la causa sono i prodotti della combustione delle sigarette che permangono a lungo nell’ambiente e si appiccicano a tendaggi, mobili, divani, ma anche a vestiti e capelli. Così se il bambino si intrufolerà sotto la tenda o farà le capriole sul divano o ci abbraccerà strofinando il viso sulla nostra spalla, verrà a contatto diretto con questi sottoprodotti del fumo o, peggio, ne ingerirà le pericolose molecole. Sono oltre 7.000 le sostanze chimiche rilasciate dalle sigarette tra cui almeno 69 cancerogene: chi fuma inala la maggioranza di tali sostanze, ma una parte non piccola resta addosso. E non crediate che fumare sul balcone sul balcone sia una soluzione: rientrare in casa e prendere in braccio il proprio figlio lo espone comunque al fumo di terza mano.

CHI FUMA DANNEGGIA ANCHE GLI ALTRI

Quanto è dannoso il fumo passivo? È stato calcolato che, per ogni 52 persone che fumano da 24 anni, ne muore una che non ha mai fumato ma ha respirato il fumo “di altri”. L’OMS stima che su 8 milioni di decessi provocati dal tabacco nel mondo ogni anno, quasi 900.000 siano dovuti proprio al fumo passivo, che può causare, oltre al tumore del polmone, anche malattie cardiache, asma e altri disturbi.  I figli di fumatori hanno un maggior rischio di diventare asmatici e di soffrire di otite media. Il fumo in gravidanza inoltre è la principale causa di morte improvvisa del lattante (conosciuta anche come SIDS) ma è anche responsabile di altri effetti, come un basso peso alla nascita. Secondo i dati raccolti dall’Istituto superiore di sanità, l’esposizione al fumo passivo nelle case italiane è ancora rilevante: 16 persone su 100 dichiarano che nella propria abitazione è ammesso fumare e nell’11 per cento dei casi sono presenti in casa anche bambini e ragazzi che hanno meno di 15 anni.

FUMO E CANCRO, UN LEGAME MOLTO STRETTO

Il fumo è il principale fattore di rischio per sviluppare il cancro: è collegato all’insorgenza di un terzo del totale dei tumori diagnosticati. Oltre che di quella del polmone (che è la prima causa di morte per cancro in Italia, con circa 34.000 decessi ogni anno), il fumo può essere responsabile di ben 17 altri tipi di neoplasie, tra cui quelle di bocca, laringe, esofago, rene, pancreas, prostata, seno e alcune leucemie. Inoltre il tabacco è causa certa o probabile anche di diverse altre malattie, tra cui la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), le cardiopatie e le vasculopatie.

SMETTERE SI PUÒ

Più si fuma più si è a rischio, e non esiste una soglia al di sotto della quale le sigarette sono innocue: niente false illusioni sul fatto che quattro sigarette al giorno non rappresentino un pericolo. Smettere non è facile, ma si può, ed è importante essere fiduciosi di poterci riuscire e motivati a farlo; un valido aiuto può venire dai centri antifumo (tutte le informazioni in merito sono disponibili sul sito dell’Istituto superiore di sanità). Una volta smesso di fumare, alcuni benefici si vedono praticamente subito, altri nel corso del tempo: entro 20 minuti la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa si riducono e nel giro di 12 ore il livello di monossido di carbonio nel sangue torna a livelli normali. Nell’arco di 12 settimane la circolazione del sangue migliora così come le funzioni polmonari, il viso appare più disteso e più roseo, mentre si riducono le occhiaie e le borse palpebrali. Entro 1-9 mesi diminuiscono la tosse e la sensazione di respiro corto. A distanza di un anno da quando si è spenta l’ultima sigaretta, il rischio di incorrere in un infarto si dimezza ed entro 15 anni torna uguale a quello di un non fumatore. Sono necessari 10-15 anni anche perché il rischio di ammalarsi di cancro al polmone si abbassi agli stessi livelli di chi non ha mai fumato, ma smettere è sempre e comunque vantaggioso a qualsiasi età, perché si riduce del 30-40 per cento il rischio di morire per cancro del polmone e per tutte le altre cause.

I NUMERI DI UNA EPIDEMIA


Il fumo di sigaretta è la prima causa evitabile di cancro. Si stima che ogni tre decessi per malattie oncologiche che si verificano nel mondo, uno sia imputabile al fumo. Secondo le recenti stime della Società italiana di tabaccologia (SITAB) in Italia sono circa 80.000 l’anno le vittime del tabacco (sia per tumori sia per malattie cardiovascolari e respiratorie come la broncopneumatia cronica ostruttiva).

 

L’INFORMAZIONE È IL PRIMO PASSO
PER COMBATTERE IL CANCRO

Resta aggiornato sui progressi della ricerca,
sulle iniziative e tutte le novità AIRC

Iscriviti alla Newsletter